#Riflessioni Virali

 

riflessioni virali OK

#RiflessioniVirali è una rubrica settimanale disponibile in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook, ogni Mercoledì alle ore 16:00.

 

Come Nasce?

La pandemia in cui ci troviamo coinvolti ha stimolato il sorgere di molteplici pensieri, riflessioni e critiche. Ciò ha portato tutti noi a confrontarci con letture e approfondimenti spesso circoscritti a una piccola cerchia, ma che in questo periodo sono invece oggetto di discussioni ampie e dibattute.

Da ciò nasce l'idea di #RiflessioniVirali: al centro di ogni discussione, i membri della Cattedra UNESCO in Sviluppo Sostenibile e Gestione del Territorio, i quali affronteranno tematiche specifiche con l'obiettivo di sollevare interrogativi rilevanti per il presente e il futuro.

L'intento è dunque quello di suscitare un dibattito costruttivo, aperto a tutti, in grado di abbracciare una pluralità di sfere, da quella sociale, economica, a quella ambientale.

Fiduciosi che tale iniziativa possa dare vita a riflessioni virali, il fine ultimo è quello di incentivare, sostenere e stimolare una transizione in grado di assicurare equità, sostenibilità e solidarietà, per le comunità e gli ecosistemi terrestri.

 

Come seguirci?

La rubrica è fruibile non solo da coloro che potranno seguire la diretta streaming, bensì sarà disponibile nell'archivio video dei nostri canali social, Facebook, Instagram, Linkedin.

Per seguire l'appuntamento settimanale, ogni mercoledì alle ore 16:00, clicca qui.

 

Di seguito l'archivio di ciascun episodio:

Mercoledì 22 Aprile 2020 - Dario Padovan: La crisi ecologica e le sue conseguenze future globali

Mercoledì 29 Aprile 2020 - M. Cristina Caimotto: L'importanza dei frames linguistici, il ruolo delle metafore e la necessità di nuove narrazioni

Mercoledì 6 Maggio 2020 - Simona Bonelli: Strategie percorribili per preservare la biodiversità

Mercoledì 13 Maggio 2020 - Francesco Sottile: Verso una transizione ecologica per la conservazione dell'agro-biodiversità 

Mercoledì 20 Maggio 2020 - Fiorenzo Martini: La metafora del capitale naturale fra economia politica e scienze ambientali Mercoledì

Mercoledì 27 Maggio 2020 - Amedeo Reyneri: Pandemie e approvvigionamento alimentare 

Mercoledì 3 Giugno 2020 - Savino Sciascia e Andrea Civra: Covid-19 e Fake-news 

Mercoledì 10 Giugno 2020 - Martin Lazzaro: La risposta della Cattedra UNESCO FLACAM all'emergenza alimentare in Argentina 

Mercoledì 17 Giugno 2020 - Marco Giardino: Vedere la natura con gli occhi di un geologo: la necessità di un approccio sistemico 

Mercoledì 24 Giugno 2020 - Cristiana Peano: Quale agricoltura sostenibile? L'agroecologia come pratica tradizionale, sapere scientifico e movimento sociale 

Mercoledì 1 Luglio 2020 - Simone Baldovino: Quale futuro per il sistema sanitario italiano?

Mercoledì 8 Luglio 2020 - Dario Padovan e Alfredo Alietti: Forme discriminatorie e razzismo ai tempi del Covid-19

 

Global Teach-In: Democratizzare la crisi

 

poster ITA

 

L'evento, per cui la Cattedra UNESCO ha deciso di aderire attivamente, consisterà nel mettere in rete diversi paesi e città del mondo che si confronteranno su differenti tematiche, con relatori e attivisti di grande rilievo come l'antropologo David Graeber, la sociologa britannica Hilary Wainwright, e il nostro collega sociologo Dario Padovan.

Lo scopo è quello di promuovere riforme politiche e cambiamenti sistemici necessari per limitare i peggiori impatti della crisi covid-19.

L'obiettivo della giornata è innanzitutto quello di condividere conoscenze, avanzare soluzioni a breve termine, ma non solo, promuovere riforme strutturali a lungo termine per democratizzare la crisi attuale. Il risultato che si vorrebbe ottenere è perciò rafforzare l'idea e la pratica di "reti di produzione sociale transnazionale" in grado di soddisfare bisogni sociali identificati sia da esperti sia da una cittadinanza attiva.

L'evento GLOBAL TEACH-IN: Democratize the crisis si terrà martedì 26 maggio 2020 alle ore 16 (italiane).

Per maggiori informazioni, visitare il sito di Global Teach-In. 

Poster 2 ITA

#Riflessioni Virali: Comunicare la transizione ecologica

Ritorna #RiflessioniVirali con un nuovo ciclo: Comunicare la transizione ecologica.  

 

Quando?

L'iniziativa prevede 7 appuntamenti disponibili in diretta streaming sulla pagina Facebook @UnescoChairTurin, con frequenza bimensile, il Mercoledì alle ore 17:00.

 

Come Nasce?

Da tempo la questione ambientale occupa un ruolo chiave nella società occidentale contemporanea. Non a caso, l’epoca in cui viviamo, l’Antropocene, è definita tale proprio per l’impatto che le attività umane provocano sul sistema Terra. Alla base di ciò che si definisce come crisi ambientale attuale c’è innanzitutto l’estrema velocità di trasformazione applicata dall’essere umano a sistemi che si sono evoluti in tempi geologici, ben diversi da quelli storici.

Tuttavia, l’esigenza di rispettare i ritmi dell’ambiente naturale e la necessità di individuare soluzioni concrete alla crisi ambientale, sono spesso state viste come un limite inaccettabile per l’economia. Come affermato ormai da molti, le cause della crisi ambientale attuale non rispondono però a una responsabilità generica, bensì sono da individuarsi nel modello di sviluppo capitalistico neoliberista, finalizzato alla crescita del profitto, allo sfruttamento della forza lavoro e all’appropriazione delle risorse naturali. 

La questione cruciale è allora la seguente: come si può avviare una profonda trasformazione necessaria a creare una società equa ma in armonia con l’ecosistema Terra? Per generare tale cambiamento, non sarà sufficiente una “nuova” rivoluzione tecnologica se non anticipata da una rivoluzione sociale e culturale al cui centro c’è anche il linguaggio

“Viviamo in una società basata su narrazioni, ma quando ci guardiamo attorno, ci rendiamo conto che alcune di queste non funzionano” - sostiene l’eco-linguista Arran Stibbe. 

Tutto ciò a cui siamo in grado di pensare, e che esprimiamo attraverso il linguaggio, coinvolge “frame” linguistici, ovvero strutture mentali inconsce utili a farci comprendere il contesto di riferimento. I frame sono articolati in parole, relazioni e ruoli, che creano un sistema e ci permettono di orientarci nella quotidianità. Ma questi frame possono essere anche manipolati e modificati per le ragioni più differenti. Soprattutto nella quotidianità abbiamo a che fare con una molteplicità di frame che rendono per esempio il cambiamento climatico o più in generale la crisi ecologica un evento astratto, lontano e generico.

Quello di “natura” non è certo un concetto semplice da esplicitare. Ad esso si collegano molteplici domini. Cibo, energia, acqua, salute, paesaggi, ma anche alluvioni, uragani, siccità, terremoti sono solo alcune delle aree che si sovrappongono al concetto di “natura”, ed è per questo che servono frame in grado di captare la realtà e la complessità dei fatti naturali e delle loro intersezioni con quelli sociali. Le parole, se inserite in sistemi linguistici, possono infatti attivare frame desiderati in grado di permettere o impedire l’adeguata comprensione di un fatto o di un problema. 

Ecco dunque l’intento del nuovo ciclo di Riflessioni Virali - “Comunicare la transizione ecologica”. In ciascuno dei sette appuntamenti analizzeremo e discuteremo delle narrazioni e del linguaggioutilizzato dalle differenti discipline per comunicare l’urgenza della transizione ambientale, ovvero l’uscita da un paradigma centrato sulla crescita economica indefinita, per accedere a un nuovo paradigma ancora non chiaramente delineato ma che sia in grado di valorizzare concetti quali equilibrio, autonomia, autosufficienza e democrazia. Una scienza della transizione ecologica – perché è di quello che stiamo parlando – richiede uno sforzo reale e concreto per creare un frame – non un linguaggio scientifico – comune a tutte le discipline, dalla biologia, ecologia, geologia, agronomia, ecc., alle scienze sociali, linguistiche, economiche, filosofiche e politiche. Proprio per questo, ogni appuntamento avrà come fine non solo quello di analizzare il proprio campo di sapere e il suo contributo alla transizione ecologica, bensì proporre nuove narrazioni e nuove strategie linguistiche e comunicative. 

 

Come seguirci?

 

La rubrica è fruibile in diretta streaming sulla nostra pagina Facebook, disponibile inoltre in differita sui canali social Facebook, Instagram, Linkedin e nell'elenco sottostante. 

 

 7 Ottobre 2020 - Dario Padovan, Roberto Mastroianni e Sara Destefanis

 21 Ottobre 2020 - Maria Cristina Caimotto e Daniela Fargione

4 Novembre 2020 - Dario Padovan e Mario Salomone

18 Novembre 2020 - Simone Contu e Fiorenzo Martini

 2 Dicembre 2020 - Simona Bonelli e Marco Giardino

16 Dicembre 2020- Osman Arrobbio e Alessandro Sciullo 

 

VI Festival internazionale della cucina mediterranea

 

VI Festival internazionale della cucina mediterranea

 

12 Ottobre 2020 - Circolo dei Lettori 

 

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Oggi, come la pandemia Covid-19 ci ha svelato, il modello di sviluppo della società occidentale ci apre le sue faglie a malattie, cambiamenti climatici e perdita di risorse biologiche e socioeconomiche. La dieta mediterranea in questo triste contesto merita di essere considerata sempre più come uno strumento politico per un nuovo modello di sviluppo socio-economico per la Regione Mediterraneo, vista la sua nuova dimensione strategica per l’agricoltura, la pesca, l’ambiente, la sicurezza alimentare, la nutrizione, lo sviluppo sostenibile, i rischi ambientali ed i cambiamenti climatici.
Nel decennale della sua inscrizione sulle liste del patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO, la dieta mediterranea ci interroga sempre di più sulle responsabilità socio-economiche, culturali e ambientali e sull’azione politica comune in questa regione strategica del mondo. Per poter ripartire proprio dal Mediterraneo – epicentro del disordine internazionale – e poter ricostruire un avvenire comune. Per un nuovo modello di società globale: per una riconciliazione tra il Nord e il Sud dell’Europa, del Mediterraneo e del Mondo. Perché la Regione Mediterraneo rappresenta la seconda biodiversità al Mondo solo dopo l’Amazzonia e dal Mediterraneo proviene un terzo della produzione alimentare dell’umanità.

 

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A presiedere la tavola rotonda saranno Carlo Petrini, presidente di Slow Food, con Salvatore Alessandro Giannino, presidente Mediterran: il nostro stile di vita e Abderrahmane Amajou, coordinatore progetto Emigranti di Slow Food Internazionale, come moderatori dell'incontro. Ad intervenire sono Edouard Planche, responsabile Unità Cultura dell’Ufficio Regionale UNESCO di Venezia per la Scienza e la Cultura in Europa, Cristiana Peano, Agronoma del Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari dell'Università di Torino, Direttrice del Master in Sostenibilità Socio-Ambientale delle Reti agro-alimentari, e Dario Padovan, sociologo del Dipartimento di Culture, Politiche e Società dell'Università di Torino, Direttore della Cattedra UNESCO in Sviluppo Sostenibile e Gestione del Territorio. Le letture proposte saranno a cura di EquiLibri d’Oriente, e la narrazione teatrale di Gabriele Vacis da Il pranzo di Babette. 

 

La conferenza si terrà Lunedì 12 Ottobre alle ore 17:00, nella Sala grande del Circolo dei lettori. 

La conferenza è organizzato da Mediterran: il nostro stile di vita e Slow Food Internazionale, nell'ambito di Terra Madre-Salone del Gusto 2020/2021. 

I posti sono limitati, la prenotazione è obbligatoria (chiama +39 011 8904401 o scrivi, specificando nominativi dei partecipanti e un recapito telefonico, a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

VI International Festival of the Mediterranean cuisine

 

VI International Festival of the Mediterranean cuisine

 

12 October 2020 - Circolo dei Lettori 

 

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Today, as the Covid-19 pandemic has revealed to us, the development model of Western society opens its faults to disease, climate change and loss of biological and socio-economic resources. The Mediterranean diet in this sad context deserves to be increasingly considered as a political tool for a new model of socio-economic development for the Mediterranean Region, given its new strategic dimension for agriculture, fisheries, environment, food security, nutrition, sustainable development, environmental risks and climate change.
In the tenth anniversary of its inscription on UNESCO's intangible cultural heritage lists, the Mediterranean diet is increasingly questioning us about socio-economic, cultural and environmental responsibilities and common political action in this strategic region of the world. In order to start again from the Mediterranean - the epicentre of international disorder - and to rebuild a common future. For a new model of a global society: for a reconciliation between the North and the South of Europe, the Mediterranean and the World. Because the Mediterranean Region represents the second biodiversity region in the world only after the Amazon and from the Mediterranean comes a third of humanity's food production.

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Presiding over the round table will be Carlo Petrini, president of Slow Food, with Salvatore Alessandro Giannino, president of Mediterran: our lifestyle, and Abderrahmane Amajou, Slow Food International Emigrants project coordinator, as moderators of the meeting. Speakers will be Edouard Planche, head of the Culture Unit of the UNESCO Regional Office of Venice for Science and Culture in Europe, Cristiana Peano, Agronomist at the Department of Agricultural, Forestry and Food Sciences of the University of Turin, Director of the Master in Socio-Environmental Sustainability of Agro-Food Networks, and Dario Padovan, sociologist at the Department of Culture, Politics and Society of the University of Turin, Director of the UNESCO Chair in Sustainable Development and Territory Management. The proposed readings will be edited by EquiLibri d'Oriente, and the theatrical narration by Gabriele Vacis from Il pranzo di Babette.

 

The conference will be held on Monday, October 12 at 17:00, in the Great Hall of the Circolo dei Lettori, Turin.

The conference is organized by Mediterran: our lifestyle and Slow Food International, as part of Terra Madre-Salone del Gusto 2020/2021.

 

Places are limited, reservations are required (call +39 011 8904401 or write, specifying names of participants and a telephone number, to Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.).

 

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