Geocapitalismo, scambio ecologico ineguale e crisi del valore

Indice articoli

 

Dissemination

 

 

 

Ciclo di seminari SoLaRS. Ottobre 2018 - Aprile 2019. Dipartimento Culture, Politica e Società, Campus Luigi Einaudi, Torino.

Quarto ciclo di Seminari SoLaRS 2018/2019, Campus Luigi Einaudi, Torino.

1° incontro 25 Ottobre 2018PRESENTAZIONE N. 21 CULTURE DELLA SOSTENIBILITÀ: "ENERGIA E SOCIETÀ. SFIDE GLOBALI E PROCESSI LOCALI".

Discutono:

  • Dario Padovan (Sociologo – Dipartimento di Culture, Politica e Società, Cattedra Unesco in Sviluppo sostenibile e Gestione del Territorio)
  • Osman Arrobbio (Politecnico di Torino - DIST)
  • Alessandro Sciullo (Università di Torino - Dip. CPS)
  • Mario Salomone (Segretario generale World Environmental Education Congress, direttore di .eco e Culture della Sostenibilità)
  • Mauro Bonaiuti (Bioeconomista, Università di Torino)
  • Ariano Rosy (Dipartmento di Cultura, Politica e Società - Unito)

 

Il volume raccoglie testi provenienti da differenti tradizioni teoretiche, metodologiche e disciplinari, che vanno dalla sociologia all’economia, all’antropologia alla filosofia: ciascuna di esse si occupa, da anni, della complessa relazione che intercorre tra sostenibilità, logiche economiche e dinamiche sociali. L’obiettivo è provare a connettere questi sguardi, e le relative prospettive sugli impatti (l’insostenibilità) dell’attuale modello di produzione e consumo, allargando così il dibattito su come la nostra società sta provando a fronteggiare una crisi economica, politica e sociale persistente e, purtroppo, sempre più grave.

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2° incontro 8 Novembre 2018: "ENERGIA, VALORE, GEOCAPITALISMO. L’ANTROPOCENE RAZZIALIZZATO".
 
Discute:
 
 
Dario Padovan: Sociologo – Dipartimento di Culture, Politica e Società, Cattedra Unesco in Sviluppo sostenibile e Gestione del Territorio

 

DISCUSSIONE:

  •      Dinamiche locali e processi globali di sfruttamento, appropriazione, espropriazione.
  •       Legame tra razzismo locale e processi globali di espropriazione e privazione.
  •       Razzismo globale.
  •       Antropocene.
  •       Declino della “fertilità naturale del capitale”.
  •       Strategie per far fronte al calo del profitto a causa del declino della fertilità naturale del capitale.
  •       Geo-capitalismo inteso come formazione razziale globale.
  •       Traiettorie di razzializzazione dell anrtropocene.
  •       Razzializzazione astratta dei corpi.
  •       Scambio Ecologico Ineguale razzializzato.

La geo-razzializzazione è la forma razziale che l'antropocene sta assumendo, denotando una nuova fase del razzismo e riconfigurando le forme di discriminazione materiale e localizzate della vita quotidiana in una visione globale caratterizzata da una "geometria variabile". Per “Antropocene” si intende la recente fase geologica che la Terra sta attraversando, fase che segue quella dell’“Oleocene” (11.700 anni fa). L'Olocene era il lungo periodo in cui esistevano ancora luoghi di rifugio, anche abbondanti, per sostenere i processi di rigenerazione della diversità culturale e biologica, l'Antropocene riguarda la distruzione di luoghi e tempi di rifugio per gli umani e per i non umani.

L’Antropocene indica l’incidenza che l’azione umana ha sull’alterazione dei processi atmosferici, globali, idrologici, biosferici e di altri sistemi terrestri. L'Antropocene denota la crisi del sistema terrestre, ma fornisce anche una cornice per comprendere la distribuzione razzializzata delle sue cause e conseguenze. L'orizzonte che emerge presenta elementi cruciali e problematici per l'accumulazione globale del capitale, una delle quali è il declino della " fertilità naturale del capitale" o, in altre parole, la diminuzione di disponibilità di energia fossile a basso costo e di materie prime necessarie per catturare il lavoro vivo. Questa dinamica modella il rapporto tra lavoro morto e lavoro vivo, tra portatori di valore e valorizzazione del lavoro, ossia la composizione organica del capitale.

La razzializzazione cerca di risolvere il problema della gestione degli stanziamenti delle risorse, delegando ad alcuni gruppi disumanizzati il ruolo brutale dell'appropriazione e della manipolazione delle risorse naturali per la riproduzione di tutta la società. La connessione tra la ricerca del capitalismo di natura "a buon mercato" e l'organizzazione globale di una forza lavoro "economica", razzializzata e usa e getta, si basa sulla concezione del lavoro umano razzializzato come capitale costante semi-libero. L'Antropocene è la condizione esacerbante di dinamiche geo-capitaliste a discapito dei molti che diventano oggetto di sfruttamento.

Lo Scambio Ecologico Ineguale si riferisce ai danni per l'ambiente che l'esternazione di risorse naturali e che attività di produzione e di smaltimento hanno nei paesi meno sviluppati. In una serie di studi stanziati in un periodo di due decadi (1983-2002), Howard T. Odum sviluppò una teoria illuminante di ciò che chiamò "capitalismo imperiale", in cui lo scambio di energia incarnata (Emergia) era generalmente "centinaia di volte più alta", per dollaro, per i paesi periferici, che esportano risorse primarie rispetto alle controparti centrali. H. T. Odum fornì una modalità di analisi e un indicatore empirico con cui misurare i vasti guadagni ecologici realizzati dagli stati capitalisti centrali considerando le corrispondenti perdite inflitte alla periferia.

Le dinamiche di razzializzazione globale rivelano un duplice processo: da un lato stiamo assistendo a una razzializzazione globale che cambia sotto gli effetti del cambiamento climatico e di altri fenomeni analoghi legati ai regimi di cibo, energia, terra, acqua e materie prime. Dall'altro lato stiamo assistendo a un uso imperioso di discorsi razzisti, di affermazioni, di misure pubbliche e pratiche di violenza, un processo di razzializzazione locale volto a galvanizzare lo spirito razzista e razziale delle popolazioni bianche europee e americane contro migranti e rifugiati.

 


  
 
 
 
 
 
 
 
 
 

3° incontro 22 Novembre 2018: "NUOVI MODELLI ENERGETICI, CAMBIAMENTO CLIMATICO E RIFUGIATI AMBIENTALI".

Ospite:
 
 
 
Mario Agostinelli (Chimico-Fisico, è stato ricercatore all'ENEA e segretario della CGIL Lombardia)
 
 
 
 
DISCUSSIONE
 
Energia come bene comune
Per il senso comune l’energia è potenza, velocità e calore, è ciò che permette all’uomo di alimentare le sue “protesi artificiali”, l’energia è sviluppo, crescita, consumo e produzione, è “motore” del mercato.
Per gli osservatori viventi l’energia è una risorsa finita e degradabile, infatti la biosfera si mantiene in equilibrio dentro una finestra energetica molto limitata, l’energia è diritto alla vita, pertanto è un bene comune.
Perché:
  • la riceviamo in prestito dalla natura
  • è indispensabile alla vita
  • l’accesso, non la proprietà è un diritto
  • è anche un patrimonio sociale
  • è un bene territoriale e comunitario
  • è qualitativamente determinante per gli ecosistemi e per il potere rigenerativo della natura (il genere femminile!)
  • è intrinseca all’abitare e alla mobilità
  • si consuma
 
Energia e territorio
L’energia è un bene comune che viene utilizzato dall’uomo e consumato dissennatamente, in particolare dalle sue fonti fossili e fissili, da compromettere i cicli della biosfera, dando luogo ad un inarrestabile degrado dell’aria, dell’acqua e della terra. L’idea è quella di imparare a trattare l’energia come aspetto territoriale, in base al profilo della sufficienza della sua domanda e come fattore integrato a cibo, acqua, terra e atmosfera. È necessaria una transizione da fonti fossili a fonti rinnovabili al fine di limitare un aumento di temperatura a 2°C e di ridurre le variazioni di produttività agricole agevolando un’agricoltura a bassa intensità energetica (Marocco, Tunisia e Libia perdono circa 1000 km2 di terra produttiva ogni anno a causa della desertificazione, in Turchia 1.600 km2 si perdono per l’erosione dei suoli).
Dagli anni ’60 ad oggi l’impiego di fertilizzanti, l’imballaggio dei prodotti e i sistemi di irrigazione, costituiscono un sistema che richiede un impiego di energia maggiore di quella che se ne ricava dal raccolto, producendo una quantità di CO2 nettamente superiore a quella che è possibile assorbire. Desertificazione, erosione dei suoli, innalzamento dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai e la conseguente erosione delle coste, produrranno molti rifugiati ambientali (ad oggi le persone sfollate dai disastri ambientali superano quelle sfollate dalla guerra).
 
Energia, economia e tecnologia
L’economia capitalista non assicura la sopravvivenza della civiltà, il danno ambientale aumenta l’ingiustizia sociale. L’implemento di fonti rinnovabili è l’alternativa per una crescita sostenibile, ad esempio la tecnologia fotovoltaica consente la trasformazione diretta della luce solare in energia elettrica utilizzando materiali semiconduttori (in particolare il silicio). In termini di efficienza ed occupazione un investimento di 100 MW in tecnologie per l’efficienza energetica crea 39 occupati contro i 15-20 occupati di un moderno impianto di fonti fossili. In Europa si stima che un incremento annuo dell’1% per 10 anni nell’efficienza energetica degli edifici comporta la creazione di 2.000.000 di posti uomo/anno.
Il mondo sta affrontando due crisi globali causate dall’uomo: quella finanziaria ed il cambiamento climatico. Entrambe devono essere affrontate urgentemente per evitare gravi conseguenze negative. Ma se la crescita delle emissioni di gas serra non sarà bloccata gli effetti del cambiamento climatico supereranno di gran lunga quelli della recessione economica e gli errori nel gestire questi rischi potrebbero essere irreversibili. Entrambe le crisi esigono una soluzione simultanea ed abbiamo un esiguo lasso di tempo per trovare una soluzione integrata.
 

 

 

Energy, work and value. The crisis of capitalism/nature nexus 

 "la percezione che noi abbiamo del mondo non è adeguata al modo in cui il mondo vive"

 


5° incontro 6 Dicembre 2018: "IL RUOLO DELLE COMUNITÀ ENERGETICHE NELLA TRANSIZIONE ALLE ENERGIE RINNOVABILI: PROSPETTIVE DI RICERCA".

Ospiti:
 
Osman Arrobio, Winston Gilgrease e Alessandro Sciullo : Università di Torino, Dipartimento di Culture, politica e società - Solars

 

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