Green Economy Scenarios in the Mediterranean Region

Principal Investigator: Bruno Contini ( Collegio Carlo Alberto).
Co-Investigators: Riccardo Beltramo (Università di Torino)
Giangiacomo Bravo (Università di Torino e Collegio Carlo Alberto)
Silvana Dalmazzone (Università di Torino)
Dario Padovan (Università di Torino)
Enrica Vesce (Università di Torino)
Durata del progetto: 3 anni

Il progetto studia le relazioni tra le dinamiche socio-economiche e le dinamiche ambientali (emissioni CO2, clima, disponibilità idriche) in Italia e in alcune realtà del bacino del Mediterraneo.

Il risultato finale fornisce una stima dell’impronta CO2 (“carbon footprint”) in Italia e, in prospettiva, in alcuni paesi del Mediterraneo.

Il focus principale del progetto consiste nell’impatto dei consumi sulle emissioni di CO2 a tecnologia esistente. Nell’ultimo anno di lavoro ha avuto inizio lo studio sull’utilizzo di fonti idriche. La strategia modellistica ha richiesto la scelta tra una gamma di opzioni metodologiche, la cui adattabilità al caso italiano doveva essere attentamente valutata.
La ricerca si è articolata in più fasi: analisi e valutazione comparativa degli indicatori ambientali e dei modelli esistenti; applicazione di modelli input/output per la valutazione degli effetti diretti e indiretti dell’impatto ambientale a fronte di un ventaglio di possibili politiche ambientali; modelli di comportamento dei consumatori di tipo “agent-based”; analisi econometriche dell’impatto occupazionale delle tecnologie verdi e degli incentivi ad esse associati (o associabili).
I problemi legati all’ambiente rappresentano una sfida seria e, allo stesso tempo, un’opportunità importante. Di fronte a gravi minacce locali e globali, i costi ambientali e economici del “procedere come se nulla fosse” sono enormi, in una serie di campi tra i quali il cambiamento climatico è solo uno dei più pubblicizzati, ma non l’unico. Da una parte un equilibro più efficiente e più sostenibile tra le esigenze dell’uomo e la capacità della natura di fornire i corrispondenti servizi ambientali richiede cambiamenti complessi e impegnativi nell’economia (e, in una certa misura, nella struttura sociale) della maggior parte dei paesi. D’altro canto, le sfide ambientali offrono ampie opportunità per la creazione di nuovi settori economici e nuovi posti di lavoro.
Nel corso dei tre anni di attività sono state completate tre fasi di lavoro:
(a) un modello di diffusione dell’innovazione tecnologica che analizza l’influenza dei meccanismi di regolazione della produzione di energia fotovoltaica e eolica, con un’applicazione alla realtà italiana;
(b) una valutazione dell’impatto occupazionale della produzione di energie rinnovabili mediante un’analisi controfattuale su un campione di produttori di tecnologie verdi. Lo studio (riportato nell’articolo Dalmazzone S. Giaccaria S. (2011), “Scenari e prospettive della Green Economy” Eco, n.8, 2011, pp. 47-53) suggerisce che tale impatto è positivo, ma molto modesto;
(c) una rassegna delle misure e delle politiche adottate in Italia e in Europa per incentivare l’adozione di energie rinnovabili.

Il risultato finale di GERME consiste nella prima stima complessiva dell’impronta CO2 e idrica per l’Italia ed alcuni paesi dell’area mediterranea, nonché della Danimarca come esempio e benchmark alternativo. A fronte del sempre più grave problema ambientale emergente, i risultati del progetto consentiranno di effettuare analisi costi-benefici delle politiche verdi a livello nazionale e territoriale.

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