Energy and Power

Energy & Power: prospettive sulle ontologie sociali e sulla transizione energetica

Ciclo di seminari. Ottobre 2015 - Aprile 2016
Dipartimento Culture, Politica e Società, Campus Luogi Einaudi , Torino

Raramente i sociologi si sono confrontati con i problemi socio-ambientali generati dall’appropriazione, conversione, trasformazione, distribuzione e uso dell’energia. L’energia è strettamente connessa al dinamismo delle formazioni sociali. Un’analisi storica permette di capire che le fonti di energia sono cruciali per l’organizzazione sociale. D’altra parte, la radicalità e profondità della crisi ecologica, che si manifesta essenzialmente nei cambiamenti climatici, ha portato la questione energetica al livello dell’agenda politica globale. Non vi è tuttavia certezza sull’attivazione di una transizione energetica verso le fonti rinnovabili che sia in grado di mitigare a breve il cambiamento climatico. Così come non è molto chiaro se tale sperabile transizione energetica riuscirà a riscrivere l’architettura di potere immanente alle reti energetiche mondiali. Non vi è certezza del fatto che l’energia diventerà un bene pubblico e non sarà più la principale commodity mondiale in grado di determinare le principali fluttuazioni finanziarie mondiali, così come non vi è certezza sul fatto che comunità dell’energia decentrate e indipendenti saranno in grado di generare energia pulita per sé e per gli altri gratuitamente.

lampGli scenari si sprecano, ma la materialità delle dinamiche energetiche che si intrecciano con i problemi di stabilità socio-economica di grandi aree del pianeta, con la mobilità di merci e persone gestita dalla logistica mondiale, con la produzione di cibo e la variabilità dei prezzi come nel caso dei cereali, del cacao, del caffè, della carne, con scenari di guerra locali e globali, con i problemi della crescita e della decrescita, indica che tale transizione sarà difficile e forse anche dolorosa, sebbene necessaria. L’energia è al centro del nostro modello di sviluppo, ma essa è ai più invisibile, scontata, impalpabile, gestita da potenti reti di cattura, produzione, raffinazione, conversione, distribuzione, e fornitura. Queste reti centralizzate governate da potenti corporation verticali, costituiscono il principale ostacolo a una rivoluzione energetica che già deve affrontare la path dependency costituita da potenti sistemi socio-tecnici unici in grado di trasformare energia ad alta entropia in energia usabile a bassa entropia. 

Incontri

27 ottobre - Alfredo Agustoni, Università di Chieti
Sociologia dell’energia o sociologia energetica?

19 novembre - Jean Claude Leveque, Università di Madrid
Flat Ontology: oggetti, macchine ed energia

18 dicembre – Alessandro Cerutti, Università di Torino
La termodinamica del cibo. Un’introduzione al pensiero sistemico
Tra le tante cose che i giorni dell'EXPO di Milano 2015 hanno lasciato c'è l'idea che un cibo del futuro, senza impatti ambientali e rispettoso dei produttori, sia ormai alle porte. Ma cosa significa produrre il cibo in modo sostenibile ed è davvero possibile farlo? Lo studio dei flussi di energia e dei cicli di materia nei sistemi agroalimentari offre chiavi di lettura per una realtà molto complessa, fatta di interessi che si scontrano, etichette ambientali spesso incomprensibili e una disponibilità di suolo agricolo sempre minore. Esistono diversi indicatori, spesso poco conosciuti come l'analisi energetica, che permettono di dare indicazioni misurabili sulla rinnovabilità dei sistemi e la loro capacità di sfruttare in modo efficiente l'energia che acquisiscono. Un percorso guidato attraverso l'analisi di casi di studio su sistemi agroalimentari metterà in luce gli aspetti termodinamici più importanti per capire se sia davvero possibile raggiungere uno stile di alimentazione sostenibile.

21 gennaio - Ugo Bardi, Università di Firenze
Picco del petrolio e transizione energetica
La transizione dai combustibili fossili alle rinnovabili non è semplice come ci si potrebbe aspettare. In particolare i vincoli connessi alla disponibilità delle fonti fossili e delle emissioni di CO2 richiedono una straordinaria accelerazione degli investimenti nelle fonti rinnovabili al fine di assicurare una transizione sostenibile

11 febbraio – Roberto Cantoni, Ecole des Ponts ParisTech
Not the new Kuwait: Poland's shale gas narratives from illusion to deception
In 2011, the US Energy Information Administration attributed to Poland Europe's largest reserves of shale gas. This data prompted sudden interest by a number of foreign gas companies. The Polish government initially strongly supported shale gas frenzy by adopting a neoliberal agenda centred on narratives of national energy autonomy from Russia, and on the image of Poland as a new energy titan, or a ‘new Kuwait’. However in the last two years fluctuating tax regimes and difficult geology prompted most foreign companies to leave Poland. Through a series of interviews carried out locally with representatives of oil companies, NGOs, activists and consultancy firms, I analyse the crumbling of the Polish energy autonomy dream.

24 febbraio - Osman Arrobbio, Università di Torino
Effetto rimbalzo e transizione energetica
Riflettere sul rebound effect, o effetto rimbalzo, è utile per comprendere perché, a dispetto della maggiore efficienza energetica, i consumi di energia non mostrino segnali confortanti di riduzione. Si discuterà delle aspettative legate all’efficienza energetica e di altre che accompagnano il desiderato processo di transizione energetica: velocità di diffusione delle rinnovabili e avvento della smartness nelle reti energetiche.

23 marzo - Nicola Labanca JCR – European Commission
Complex Systems and Energy Transitions: Problems Caused by Energy and Information Reification
The seminar will propose discussing current energy transitions in the light of the insights that can be gained by an historical enquiry on instrumentality. The proposed approach allows interpreting complex systems as the result of some fundamental transformations related to how human artefacts have been conceived in Western societies. These transformations can be characterised in terms of a progressive process of disembodiment and abstraction whereby, among other things, the notions of energy, time and information have been changed into quantifiable resource units regulating all activities and functions performed by people and any other biological entity. The proposed account will offer, on the one hand, the possibility to discuss how these notions are currently framing the issue of energy sustainability within mainstream research fields and some relevant drawbacks linked to how they are used to organise societies. On the other hand, it will allow illustrating a) how energy and information have nowadays to be considered as central metaphors around which the rituals generated by complex systems are arranged and b) how complex systems tend to generate a process of dis-embedding whereby they escape social control while reinforcing a perception of resources scarcity.

27 aprile – Carmen Dayrell – University of Lancaster
The Changing Climates Project: a corpus-based investigation
Although climate change has reached a broad scientific consensus with respect to its impacts and the urgent need to take actions, global cooperation for its solution has not yet been achieved. Our research project examines the ways printed newspapers have framed climate change issues across four countries: Britain, Brazil, Germany and Italy. Our ultimate aim is to investigate the role that mass media in shaping public opinion. These countries are all major emitters of greenhouse gases but their citizens reveal different attitudes and different levels of concern towards climate-change related issues (PEW 2010; EC 2011). This paper presents the results of such cross-cultural analysis and discusses interesting differences between these countries. This paper will also discuss the methodological questions arising from combining critical discourse analysis with corpus linguistics methods to carry out a diachronic analysis across four national discourses, recounting the various stages and the reasons behind our decisions.

4 maggio – Elena Ruozzi – Università di Torino
L’Energia nell’Unione europea : nascita di una comunità o fenomeno giuridico?
Il seminario affronterà il tema dell’attuale quadro legislativo dell’Unione in materia di energia, prendendo in esame due settori dell’attività e delle politiche dell’UE: la lotta al cambiamento climatico da una parte e il mercato interno dall’altro. In merito al primo aspetto, l’energia viene in rilievo sotto numerosi – ed interconnessi – punti di vista : gli impegni dell’Unione in termini di riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra ; la promozione della biomassa come fonte pulita di energia; l’efficienza energetica ; lo sviluppo di nuove tecnologie per la riduzione delle emissioni come lo stoccaggio di carbonio. Tuttavia, la comunità energetica che l’Unione sta cercando di creare non è solo una comunità “verde” ma altresì (soprattutto?) una comunità economica, fortemente interessata alla concorrenza fra operatori, alla libera circolazione dei fattori produttivi e alla protezione del consumatore. Questi aspetti sono stati affrontati dalle direttive relative all’elettricità e al gas le quali dettano regole precise in merito al funzionamento del mercato interno, come l’obbligo di “unbundling”, l’accesso alla rete da parti terze e la libertà dei consumatori di scegliere il proprio operatore senza incorrere in costi addizionali. Questi elementi possono costituire un punto di partenza per chiedersi se una comunità energetica esista davvero nell’UE, oppure se si tratti semplicemente di un fenomeno giuridico che ricade sotto diverse, isolate competenze dell’Unione.

18 maggio – Barbara Curli – Università di Torino
L’ “energia del futuro”. Fusione termonucleare e integrazione europea in prospettiva storica
ITER, il controverso progetto europeo di fusione termonucleare controllata attualmente in costruzione a Cadarache in Francia, è il più grande esperimento di fusione del mondo, il maggiore progetto scientifico europeo, e “one the largest and most expensive science projects ever”. Il seminario intende ricostruire le origini storiche di questo progetto, a partire dal primo programma di ricerca sulla fusione nucleare in Europa alla fine degli anni Cinquanta nell’ambito dell’Euratom, che si collocava nel quadro delle rivalità tecno-scientifiche della Guerra fredda e della discussione sul ruolo della big science nell’integrazione dell’Europa attraverso grandi progetti di modernizzazione delle infrastrutture della crescita. L’evoluzione successiva del programma europeo sarà condizionata dalle crisi energetiche degli anni Settanta, dalla crisi del nucleare da fissione e dalla fine della Guerra fredda, e sarà caratterizzata dalla trasformazione del “discorso” sull’utopia di realizzare in terra l’ “energia delle stelle”.

9 giugno – Franco Ruzzenenti – Institute of Sociology, Jagiellonian University, Krakow, Poland
On Crude Oil and the Apeiron
In spite of electrification, digitalization, nuclear and renewable energy, IT and the WEB, is Crude Oil in the global economy and post-industrial society still the apeiron of our world?

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