Energy, Power & Nature: Strategie di transizione verso la sostenibilità

Ciclo di seminari. Ottobre 2016 - Aprile 2017
Dipartimento Culture, Politica e Società, Campus Luigi Einaudi, Torino

I problemi socio-ambientali generati dall’appropriazione, conversione, trasformazione, distribuzione e uso dell’energia e delle materie prime sono sempre più evidenti. Il dinamismo delle formazioni sociali e i loro orizzonti di sviluppo sono strettamente connessi alla disponibilità di energia e materie prime. Un’analisi storica permette di capire che le fonti di energia e materia prima, così come il lavoro sociale organizzato per il loro utilizzo, siano cruciali per l’organizzazione sociale e le sue potenzialità evolutive. D’altra parte, la radicalità e profondità della crisi ecologica e della frattura metabolica tra società e natura, che si manifestano essenzialmente nei cambiamenti climatici e nella variazione di disponibilità di materie prime organiche e inorganiche, ha portato il problema dell’uso di risorse al livello dell’agenda politica globale. Non vi è tuttavia certezza sull’attivazione nel breve periodo di una transizione energetica verso le fonti rinnovabili e di un’economia basata sulla circolarità che siano in grado di mitigare il cambiamento climatico.

lamp Così come non è molto chiaro se tale sperabile transizione riuscirà a riscrivere l’architettura di potere immanente alle reti energetiche, minerarie e lavorative mondiali. Non vi è certezza del fatto che l’energia diventerà un bene pubblico e non sarà più la principale commodity mondiale in grado di influenzare le principali fluttuazioni finanziarie mondiali e i prezzi delle materie prime, così come non vi è certezza sul fatto che comunità dell’energia decentrate e indipendenti saranno in grado di generare energia pulita per sé e per gli altri gratuitamente. Gli scenari si sprecano, ma la materialità delle dinamiche energetiche che si intrecciano con i problemi di stabilità socio-economica di grandi aree del pianeta, con la disponibilità di materie prime cruciali come i cosiddetti “Critical Raw Materials”, con la mobilità di merci e persone gestita dalla logistica mondiale, con la produzione di cibo e la variabilità dei prezzi come nel caso dei cereali, del cacao, del caffè, della carne, con scenari di guerra locali e globali, con i problemi della crescita e della decrescita, indica che tale transizione sarà difficile e forse anche dolorosa, sebbene necessaria. L’energia e le materie prime sono al centro del nostro modello di sviluppo, ma esse sono ai più invisibili, scontate, impalpabili, gestite da potenti reti di cattura, produzione, raffinazione, conversione, distribuzione e fornitura. Queste reti centralizzate governate da potenti corporation verticali, costituiscono il principale ostacolo a una transizione energetica e a un’economia circolare delle materie prime che già deve affrontare la resistenza e rigidità costituita da potenti apparati socio-tecnici unici in grado di trasformare energia ad alta entropia in energia usabile a bassa entropia.

Incontri

Giovedi 20 ottobre 2016
Scenari di economia circolare. Recupero di energia geotermica per l’agricoltura
Introduce Dario Padovan
Relatore Giuseppe Mandrone, Dipartimento Scienze della Terra
Con lo studio di fattibilità ZE&K è stata effettuata una valutazione della possibilità di rendere utilmente convergenti, in una sinergia virtuosa, azioni volte ad uno sfruttamento di risorse naturali presenti nel territorio piemontese, unitamente ad altre azioni mirate ad una minimizzazione di problematiche connesse alla gestione ambientale, in un’ottica di risparmio energetico e di promozione di sistemi di agricoltura sostenibile, nel rispetto delle risorse naturali e con una particolare attenzione al recupero di aree di territorio degradate o compromesse, destinate peraltro ad un progressivo abbandono nel tempo.

Giovedì 17 novembre 2016
Integrare economia circolare e LCA sociale: sfide e opportunità
Introduce Dario Padovan
Relatrice Nadia Tecco, Dipartimento di Scienze Agrarie, Forestali e Alimentari
Se la valutazione degli aspetti ambientali ed economici di un prodotto nel suo intero ciclo di vita è una prassi ormai acquisita e molto utilizzata, la stessa cosa non si può dire per quello che riguarda gli impatti sociali. Per rispondere a quest’ esigenza è stata recentemente sviluppata la Social LCA (Life CycleAssessment). L’intervento discute su come la Social LCA possa contribuire al miglioramento delle prestazioni socio-economiche del prodotto e come e se il Life Cycle Thinking possa essere integrato alla visione della sostenibilità proposta dalla Circular Economy. Le riflessioni prendono spunto da un caso di utilizzo della metodologia per la valutazione degli impatti generati dall’adozione di processi d’innovazione per la produzione dei piccoli frutti in Piemonte.

Giovedì 24 novembre 2016
Scenari di economia circolare. Strategie di microfondazione del metabolismo urbano
Introduce Dario Padovan
Relatore Alessandro Sciullo, Dipartimento Culture, Politica e Società
A partire dai concetti e metodi più diffusi in letteratura, il contributo muove verso la considerazione della micro generazione dei processi metabolici rilevabili a livello di sistema urbano aggregato. Adottando il modello concettuale dei regimi di regolazione urbana, rispetto al quale la teoria delle pratiche occupa un posto di primaria importanza, il tentativo è quello di predisporre un modello concettuale (e relative ipotesi di operazionalizzazione) in cui i flussi metabolici urbani risultano dai comportamenti, dalle pratiche e dalle interazioni tra i diversi agenti e attanti del sistema urbano (famiglie, imprese, comunità e pubbliche amministrazioni).

Giovedi 1 dicembre 2016
Pratiche e reti energetiche “Smart”. La transizione dei dispositivi socio-tecnici verso la circolarità.
Introduce Dario Padovan
Relatore Osman Arrobbio, Dipartimento Culture, Politica e Società
Questo contribuito è finalizzato a fornire una cornice per la comprensione dei processi suscettibili di rendere “smart” le pratiche e le reti energetiche. Successivamente ci si concentrerà su due prospettive. Nella prima le reti energetiche saranno intese come “zone tecnologiche”. Nella seconda le reti energetiche saranno intese come apparati definiti dalla compresenza di diversi tipi di asimmetrie.

Martedì 13 dicembre 2016
The crises of capitalism and of environment
Aurelio Angelini - Università di Palermo
Nel saggio si evidenzia come la crisi ambientale derivi dal generale rapporto di predazione e spoliazione delle risorse naturali, caratteristico del modo capitalistico di produzione e consumo; ancor più devastante nella sua attuale fase “iperliberista”. I danni sociali della crisi economica sono drammaticamente evidenti alla maggior parte dell’opinione pubblica – la critica alle attuali teorie e modelli economici mette in evidenza le altrettanto drammatiche conseguenze della crisi ambientale faticano a divenire consapevolezza comune dei singoli come dell’intera comunità umana. Diventa allora necessario riportare e diffondere i dati globali di questa crisi nella loro gravità: dal land grabbing, anche per le risorse d’acqua dolce, all’aridificazione, al preoccupante degrado dei grandi sistemi corallini. E, soprattutto, superare il ritardo della comune consapevolezza riguardo a quella che è stata definita la più grande minaccia di questo secolo: i cambiamenti climatici, o meglio, l’avvenuto passaggio all’instabilità climatica. Verrà fornito un modello di questo fenomeno alla luce della teoria della stabilità dei sistemi dinamici; un fenomeno, l’instabilità climatica, perdurante nei prossimi decenni e che, pertanto, non è più da considerare, soprattutto in termini educazionali, come un’emergenza.

Mercoledi 7 dicembre 2016
Consumi energetici e comfort indoor: prospettive teoriche e di ricerca
Stefano Magariello e Beatrice Surano
Il contributo è finalizzato a fare luce sul tema del consumo energetico negli edifici pubblici facendo ampio uso degli strumenti messi a disposizione dalla teoria e dalla ricerca sociale. Il consumo di energia viene contestualizzato a partire dalla teoria delle pratiche al fine di fornire un supporto teorico per lo studio empirico dei comportamenti energetici degli utenti negli edifici pubblici, e del Campus Luigi Einaudi in particolare. L'obiettivo è quello di usare strumenti sociologici per stabilire quali siano le reali possibilità di riduzione dei consumi da parte degli utenti dei sistemi socio-tecnici, possibilmente offrendo spunti per la soluzione del problema.

Giovedi 12 gennaio 2017
RecuperiamOLI. Pratiche di economia circolare: una goccia d’olio per una bolla di sapone
Introduce Dario Padovan
Interviene Geom. Massimo Perletto – Progetto Recuperiamoli
Discutono
prof. Elena Ugazio – Dip. Di Scienza e tecnologia del Farmaco – Univ. di Torino
prof. Claudia Barolo – Dip. Di Chimica – Univ. di Torino
In Italia vengono immessi al consumo circa 1.400.000 tonnellate di olio vegetale, da cui si ottengono circa 280.000 tonnellate di rifiuto di cui 160.000 tonnellate da utenze domestiche e 120.000 da utenze commerciali. Ogni famiglia produce mediamente in Italia circa 10 kg di olio vegetale esausto per anno. Un kg di olio vegetale esausto inquina una superficie acquatica di 1.000 m2. Se gettato negli scarichi delle nostre abitazioni finisce ai depuratori comunali. Questi impianti, che trattano le acque reflue delle nostre città, per poter depurare 1 kg di olio impiegano prodotti ed energia elettrica per un costo di circa 0,5 €/kg. Recuperare l'olio vegetale esausto prodotto permette di risparmiare risorse ed energia e creare nuovi prodotti ecosostenibili.

Mercoledi 25 gennaio 2017
The contribution of Ecosystem Services to Circular Economy
Introduce Dario Padovan
Relatori Joachim Maes, JRC EU Science Hub
e Sara Sozzo, Associazione italiana Cultura Qualità
Ecosystems supply goods and services that are of considerable importance for livelihood and well-being. Agriculture plays a significant role in ecosystems though the production of food, raw materials and fuels. In Europe, scope exists for improving ecosystem services from farmland, forests, marine and fresh waters via the integration of agronomic, environmental and social functions into sustainable production and consumption. Circular economic system can take advantage from a rational and harmonious use of Ecosystem services.

Giovedi 26 gennaio 2017
Storage and Scarcity. New practices for food, energy and water
Giorgio Osti
This book deals with cases of water, food, energy and biodiversity storageas a response to a new era of scarcity. Examiningmultilevelstoragepolicies, consumers' practices and local organisations, the book explores a variety of examples such as the need to stock agriculture produce, practices of foodconservation, the role of artificial water basins in controlling floods and droughts and the development of batteries to compensate for the intermittence of renewable energy sources. This book offers an environmentalist perspective that uncover shidden or absent activities of ultramodern societies tha twill be useful to students of environmentalsociology, environmentalstudies and geography.

Giovedi 2 febbraio 2017
Materie prime e processo complessivo di produzione capitalistica: tradizioni marxiste e implicazioni per le scienze sociali e i metodi di misurazione degli impatti ecologici
Introduce Dario Padovan
Relatore Valter Zanin, Università di Padova
La crisi ecologica e climatica ha riaperto la possibilità di ricezione della critica marxiana all’impatto del modo di produzione capitalistico sull’ambiente. La discussione marxiana del ruolo giocato dalle materie prime nel processo complessivo di produzione capitalistica contempla vari livelli analitici, di cui i principali sono: lo squilibrio sistemico tra le sezioni di produzione di mezzi di sussistenza e di produzione di beni di produzione; il ruolo della rendita e del monopolio delle materie prime come fattore di crisi. Il fatto che gli schemi marxiani di riproduzione del capitale non si riferiscano soltanto alla dimensione monetaria del valore ma anche a quella dei processi e delle grandezze chimico-fisiche, nonché ai processi sociali e socio-tecnici ivi implicati, ha ampie conseguenze. Tra queste vi è non solo una critica anticipata a gran parte delle tendenze oggi dominanti nelle scienze sociali, ma anche il superamento e la risoluzione di alcuni limiti e impasse che caratterizzano i metodi prevalenti di calcolo degli impatti ambientali e sociali dei processi di produzione e consumo.

Giovedi 23 febbraio 2017
Energy efficiency cooperation between America and China
Introduce Dario Padovan
Relatore Winston Wilcrease, Columbia University
China has surpassed the U.S. as the world’s largest energy consumer and emitter of greenhouse gas emissions. Energy demand in China continues to grow as a result of rapid urbanization and a fast-growing economy. Fossil fuels are still the leading sources of China’s electricity generation despite its increasing use of renewable energy. There needs to be significant intervention to protect human health and the global environment. Just in the past few years China and the U.S., the two countries that account for 38% of global carbon emissions, have set ambitious goals to cooperate on low carbon development. Multiple bilateral agreements have been signed to achieve these goals. To solve the climate and energy nexus, both countries must work closely together. Energy efficiency and other low carbon technologies are key to the way forward. With today’s vulnerable political climate, bilateral cooperation between China and the U.S. is more imperative than ever before.

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