Geocapitalismo, scambio ecologico ineguale e crisi del valore - 3° incontro 22 novembre 2018

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3° incontro 22 Novembre 2018: "NUOVI MODELLI ENERGETICI, CAMBIAMENTO CLIMATICO E RIFUGIATI AMBIENTALI".

Ospite:
 
 
 
Mario Agostinelli (Chimico-Fisico, è stato ricercatore all'ENEA e segretario della CGIL Lombardia)
 
 
 
 
DISCUSSIONE
 
Energia come bene comune
Per il senso comune l’energia è potenza, velocità e calore, è ciò che permette all’uomo di alimentare le sue “protesi artificiali”, l’energia è sviluppo, crescita, consumo e produzione, è “motore” del mercato.
Per gli osservatori viventi l’energia è una risorsa finita e degradabile, infatti la biosfera si mantiene in equilibrio dentro una finestra energetica molto limitata, l’energia è diritto alla vita, pertanto è un bene comune.
Perché:
  • la riceviamo in prestito dalla natura
  • è indispensabile alla vita
  • l’accesso, non la proprietà è un diritto
  • è anche un patrimonio sociale
  • è un bene territoriale e comunitario
  • è qualitativamente determinante per gli ecosistemi e per il potere rigenerativo della natura (il genere femminile!)
  • è intrinseca all’abitare e alla mobilità
  • si consuma
 
Energia e territorio
L’energia è un bene comune che viene utilizzato dall’uomo e consumato dissennatamente, in particolare dalle sue fonti fossili e fissili, da compromettere i cicli della biosfera, dando luogo ad un inarrestabile degrado dell’aria, dell’acqua e della terra. L’idea è quella di imparare a trattare l’energia come aspetto territoriale, in base al profilo della sufficienza della sua domanda e come fattore integrato a cibo, acqua, terra e atmosfera. È necessaria una transizione da fonti fossili a fonti rinnovabili al fine di limitare un aumento di temperatura a 2°C e di ridurre le variazioni di produttività agricole agevolando un’agricoltura a bassa intensità energetica (Marocco, Tunisia e Libia perdono circa 1000 km2 di terra produttiva ogni anno a causa della desertificazione, in Turchia 1.600 km2 si perdono per l’erosione dei suoli).
Dagli anni ’60 ad oggi l’impiego di fertilizzanti, l’imballaggio dei prodotti e i sistemi di irrigazione, costituiscono un sistema che richiede un impiego di energia maggiore di quella che se ne ricava dal raccolto, producendo una quantità di CO2 nettamente superiore a quella che è possibile assorbire. Desertificazione, erosione dei suoli, innalzamento dei mari, lo scioglimento dei ghiacciai e la conseguente erosione delle coste, produrranno molti rifugiati ambientali (ad oggi le persone sfollate dai disastri ambientali superano quelle sfollate dalla guerra).
 
Energia, economia e tecnologia
L’economia capitalista non assicura la sopravvivenza della civiltà, il danno ambientale aumenta l’ingiustizia sociale. L’implemento di fonti rinnovabili è l’alternativa per una crescita sostenibile, ad esempio la tecnologia fotovoltaica consente la trasformazione diretta della luce solare in energia elettrica utilizzando materiali semiconduttori (in particolare il silicio). In termini di efficienza ed occupazione un investimento di 100 MW in tecnologie per l’efficienza energetica crea 39 occupati contro i 15-20 occupati di un moderno impianto di fonti fossili. In Europa si stima che un incremento annuo dell’1% per 10 anni nell’efficienza energetica degli edifici comporta la creazione di 2.000.000 di posti uomo/anno.
Il mondo sta affrontando due crisi globali causate dall’uomo: quella finanziaria ed il cambiamento climatico. Entrambe devono essere affrontate urgentemente per evitare gravi conseguenze negative. Ma se la crescita delle emissioni di gas serra non sarà bloccata gli effetti del cambiamento climatico supereranno di gran lunga quelli della recessione economica e gli errori nel gestire questi rischi potrebbero essere irreversibili. Entrambe le crisi esigono una soluzione simultanea ed abbiamo un esiguo lasso di tempo per trovare una soluzione integrata.
 

 

 

Energy, work and value. The crisis of capitalism/nature nexus 

 "la percezione che noi abbiamo del mondo non è adeguata al modo in cui il mondo vive"

 

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